Dal blog di

Leonardo Tondelli scrive su l'Unità, il Post e leonardo.blogspot.com. Ha scritto La Scossa: l'Estate del terremoto in Emilia (Chiarelettere 2012), Futurista senza futuro (Le Lettere), Storia d’Italia a rovescio (2006-2001) (RGB)

Cinema

Ralph spacca!

venerdì 21 dicembre 2014

Ralph Spaccatutto (Wreck-it Ralph, Rich Moore, 2012)

 

Ralph Spaccatutto è il cattivo di un vecchio videogioco anni Ottanta che ancora resiste in una sala-giochi. Ha pugni enormi con i quali, ovviamente, spacca tutto; un alito pestilenziale e un animo gentile, che malsopporta trent’anni di sconfitte e frustrazioni. Quando scopre che gli altri personaggi del suo gioco hanno organizzato una festa di anniversario senza invitarlo, Ralph decide: non farà mai più il cattivo. Vincerà anche lui una medaglia, a costo di procurarsela in qualche altro videogioco. Peccato che Ralph sia programmato per… spaccare tutto. E con la trama basta così.

 

La gente che deve decidere se andare a vedere un cartone animato, pardon, un “film di animazione”, non ha troppa voglia di conoscere la trama. In realtà ci sono solo tre cose che vale la pena sapere: 

 

1) È divertente?

2) è un film della Pixar, o almeno ci assomiglia? 

3) è un film per bambini? 

 

Se la risposta è sì a tutte e tre le domande, abbiamo il film perfetto: Toy StoryMonsters & co.Nemo. C’è bisogno di dire altro? Se una delle tre risposte è un no, può valere comunque la pena. Ralph Spaccatutto è divertentissimo e avvincente: dopo un mezzo passo falso iniziale (la seduta di autoaiuto dei cattivi dei videogiochi) non ti annoi un secondo. È un film Disney, non della Pixar, ma ci assomiglia – si sente la presenza di John Lasseter, direttore degli studios, che con la Pixar diresse tra gli altri Toy Story e Cars. Ecco, magari assomiglia troppo a un film Pixar per esserlo veramente: i capolavori Pixar non si assomigliano, Ratatouille è diverso da Wall-E che è diverso da Up! eccetera eccetera. A scopiazzare in modo più o meno dignitoso ci hanno pensato gli altri (da Nemo ad esempio è nato tutti un sottogenere di film acquatici, A Bug’s Life ha fissato lo standard per i film d’insetti, ecc.). 

 

Ralph parte da una bellissima idea (cosa fanno i personaggi dei videogiochi quando la sala-giochi chiude?) che ha l’unico torto di ricordare fin troppo quella geniale di Toy Story: cosa fanno i giocattoli quando nessuno li vede? E a noi va benissimo, si capisce, di Toy Story ne abbiamo visti tre, uno più bello dell’altro; ma Ralph sembra debitore anche di Monsters, per la caratterizzazione dell’eroe goffo e dal cuore d’oro. La spalla di Ralph, una bimbetta irresistibile emarginata dalle sue colleghe di videogioco a causa di un difetto di programmazione, è lontana parente della protagonista di un vecchio corto Pixar, One man band. I cameo di personaggi di videogiochi di tutte le generazioni, da Pong a Pacman all’ultimo sparatutto, ricordano l’ormai antichissimo Roger Rabbit, di cui in fondo Ralph vuole essere la versione digitale. Ma questi sono dettagli per fanatici. Vi piacciono i film Pixar? Questo è probabilmente il film più pixarsimile che passerà il convento nei prossimi sei mesi, forse non aggiunge niente di nuovissimo ma è divertente e visionario, che ci fate ancora lì? Andateci. E potete portarci anche i bambini?

 

Ahi, ecco la nota dolente. Non tutti i film Pixar sono film per bambini. E non è facile capirlo, dipende dalle età e dalle inclinazioni, bisogna procedere per tentativi. Nemo  senz’altro lo era. Wall-E ha un inizio un po’ statico che può scoraggiare i più piccoli. Ma persino Cars, quale bambino non ha amato Cars? Quello che ci ho portato io, alla terza curva voleva già uscire, maledettoRalph? Tenete conto che è ambientato in una sala giochi, un ambiente che può ammazzare di nostalgia un trentenne, ma un decenne? Ci sarà mai entrato? No, sul serio, esistono ancora delle sale giochi? In ogni caso se non hai giocato a Pacman o a Donkey Kong da bambino, certe emozioni non le proverai. Ma fa lo stesso, esistono diversi piani di lettura. L’importante è che almeno uno sia accessibile a tutte l’età: il Gigante che vuole dimostrare di essere nobile e salvare la Bambina in difficoltà va benissimo. C’è solo un piccolo problema. I mostri. 

 

I mostri di Ralph non sono come i mostri di Monsters & co., che per quanto variamente schifosi non risultavano più inquietanti di un qualsiasi ragnetto di gomma. Uno soltanto faceva un po’ rabbrividire, ma era il Nemico, e la cosa che lo rendeva inquietante era l’invisibilità. Non si può dire la stessa cosa dei mostri di Ralph. Tanto per cominciare, sono bacherozzi giganti, che si attaccano alla faccia, come in Alien. Avete presente? Vi invito a non sottovalutare la cosa, pensate al vostro frugoletto/a e valutate se è pronto a una cosa tipo Alien però in 3d con dei bacherozzi che si attaccano alla faccia e se cerchi di staccarteli diventano più grossi. Arrivano da un videogioco molto più moderno nel quale Ralph si avventura alla ricerca di una medaglia, disgustandosene subito (“Ma perché fanno giochi così violenti?” suona un po’ moige, ma detta da lui in preda al panico durante una battaglia spaziale fa ridere, garantisco). Dopodiché per un po’ scompaiono, ma tu spettatore lo sai che da qualche parte lì sotto ci sono, che almeno uno è sopravvissuto e sta facendo le uova. Questa consapevolezza colora anche le scene più divertenti (c’è l’imbarazzo della scelta) di un velo di inquietudine.

 

I bacherozzi hanno veramente tutto quello che serve a un mostro per essere inquietante: il gigantismo, la prolificità (fanno milioni di uova al giorno) e l’ibridazione, ovvero diventano quello che mangiano. Il che significa che se finiscono in un videogioco pieno di caramelle diventano… ora, senza scomodare troppo Freud che ci spiegava che sono le cose più familiari (heimlich) a poter diventare con un piccolo slittamento le più perturbanti (unheimlich), lascio a voi decidere se i vostri bambini sono pronti a un’invasione di bacherozzi pralinati al cioccolato e ai canditi. Io ho quarant’anni e facevo fatica a guardarli. Il villain, poi, il vero cattivo, nella sua manifestazione finale è roba da Stephen King, meraviglioso, da brividi, ma forse a nove-dieci anni è meglio Madagascar. La sensazione è che non si siano moltissimo preoccupati della fascia più giovane: niente di male, capiamoci, a meno che tu non sia la Walt Disney Pictures…ops. Comunque, ricapitolando per chi ha saltato tutto il pippone in mezzo: è un gran bel film, divertente, sulla falsariga di alcuni capolavori Pixar, ma forse non è adatto ai bambini sotto i dieci. Quelli sotto i cinquanta, invece, avranno finalmente la risposta ad alcuni interrogativi della vita, per esempio: ma tra una partita e l’altra, Mario e Donkey Kong sono amici?

 

Ralph Spaccatutto si può vedere sia in 3d sia (senza perdersi veramente nulla del divertimento) in versione tradizionale 2d; se ci tenete a mettere gli occhialini potete andare al Cinecittà di Savigliano, al Multisala Impero di Bra o al Cityplex di Alba. La versione in 2d, più luminosa, la trovate al Cinelandia di Borgo San Dalmazzo, al Cinema Italia di Saluzzo e al Cinecittà di Savigliano. Buona visione.


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